FEDERICA CANDIDO - BIOLOGO NUTRIZIONISTA GENOVA CENTRO - RAPALLO E LA SPEZIA

Ricetta: zuppa di miglio e lenticchie

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Possiamo accompagnare questa zuppa ad un contorno di verdure come biete o spinaci e avremo un ottimo esempio di piatto unico, tipico della stagione piú fredda.

Il miglio appartiene alla famiglia delle Graminaceae, sebbene sia stato destinato per parecchi anni all’alimentazione dei volatili, recentemente è stato rivalutato per le sue ottime caratteristiche nutrizionali. E’ composto prevalentemente da carboidrati complessi, ma possiede anche un buon contenuto di proteine e di fibra, nonostante si trovi spesso, in commercio, nella versione decorticata (il chicco è privato del tegumento esterno).

Anche il miglio, come la quinoa, il grano saraceno e l’amaranto, non contiene glutine e si presta, quindi, all’alimentazione per i celiaci.

Tra i micronutrienti contenuti nel miglio, spiccano ferro e il magnesio e tra le vitamine del gruppo B spicca la niacina (vitamina B3 o PP)

Il miglio si presta ad essere consumato nelle zuppe oppure nei primi piatti caldi o freddi a seconda della stagione. Il miglio soffiato puó rappresentare una buona alternativa ad altri cereali per la colazione, per esempio insieme ad uno yogurt bianco, ad una manciata di frutta secca e ad un frutto fresco.

Procedimento per la zuppa di miglio e lenticchie:

pulite cipolla, carota, sedano e tagliateli a cubetti, quindi versateli in una casseruola con un filo di olio extra vergine di oliva e lasciatele rosolare a fiamma media per due minuti.

Versate nella casseruola anche il miglio e le lenticchie, aggiungete anche la passata di pomodoro e 1 litro di brodo vegetale caldo.

Lasciate cuocere la zuppa di miglio e di lenticchie a fiamma bassa con un coperchio per circa 40 minuti. Aggiungete altro brodo se occorre.

A fine cottura aggiungete un rametto di rosmarino tritato finemente, un cucchiaino di curcuma e un filo di olio extra vergine di oliva.

Disclaimer: Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non costituisce diagnosi né trattamento e non sostituisce il consulto con un medico o altro professionista sanitario qualificato.

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