FEDERICA CANDIDO - BIOLOGO NUTRIZIONISTA GENOVA CENTRO - RAPALLO E LA SPEZIA

L’ALCOL

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A proposito del consumo di bevande alcoliche, le nuove Linee Guida del CREA affermano:” Il meno possibile” perché non esiste un consumo di alcol esente da rischi per la salute.

La quantità di consumo di alcol compatibile con un “basso rischio” è la seguente:

  • Fino a 2 unità alcoliche al giorno per gli uomini
  • Fino a 1 unità alcolica al giorno per le donne e per le persone con età > di 65 anni
  • 0 unità alcoliche per i minori di 18 anni.

L’UNITA`ALCOLICA in Italia è la quantità di etanolo presente in un bicchiere di vino da 125 ml a media gradazione (12%vol) o in una lattina di birra da 330 ml a media gradazione (4.6% vol) o in un bicchierino da 40 ml di superalcolico (40% vol) e corrisponde a 12 gr di etanolo.

L’etanolo non è un nutriente, anche se apporta ben 7 kcal/gr e le bevande che lo contengono, non apportano quantità significative di altri nutrienti, se non gli zuccheri. Per questo motivo, le calorie da bevande alcoliche sono considerate calorie vuote.

Sebbene le bevande alcoliche fermentate, in particolare il vino; contengano anche, in quantità molto variabili, molecole bioattive con azione antiossidante, antiinfiammatoria e antiaggregante, non possono essere considerate come una fonte di sostanze protettive per la salute.

Per coniugare il piacere del bere con il minor rischio possibile, è bene consumare le bevande alcoliche ai pasti e non superare le quantità indicate nell’arco della giornata.

L’alcol è completamente solubile in acqua e quindi diffonde molto velocemente in tutti i distretti corporei (tranne nel tessuto adiposo e nel tessuto osseo) e dopo 30-60 minuti raggiunge il picco piu’ alto nel sangue. Questo picco è variabile e dipende da diversi fattori:

  • Quantità alcol ingerita
  • Modalità di assunzione (a digiuno o ai pasti)
  • Composizione corporea, in particolare il contenuto di acqua
  • Peso, sesso, età, genetica, etnia
  • Capacità individuale di metabolizzare l’alcol e abitudine al bere
  • Uso di farmaci

Maggiore è la quantità di acqua corporea totale e minore sarà il picco alcolemico. Poiché peso, età, sesso, tessuto adiposo influenzano la quantità di acqua corporea e, quindi, l’alcolemia, ne deriva che le donne, rispetto agli uomini, hanno una maggiore sensibilità all’alcol, poiché hanno mediamente un peso piu’ basso, una minor quantità di acqua corporea e una minor efficienza dei meccanismi epatici di metabolizzazione dell’alcol. Anche gli anziani sono piu’ esposti ai danni dell’alcol sia per una diminuzione dell’acqua corporea totale sia per una minor efficienza del fegato legata all’avanzare dell’età.

Ricordo che l’alcol diffonde anche nel liquido amniotico e nel latte materno, per cui il consumo di bevande alcoliche è fortemente sconsigliato sia in gravidanza sia in allattamento.

Alcune curiosità:

  • L’alcol non aiuta la digestione, anzi la rallenta e produce ipersecrezione gastrica;
  • l’alcol non disseta (anzi disidrata), non riscalda, non dà forza, non è un afrodisiaco (anzi puo’ influire negativamente sulla performance sessuale)
  • la birra non è utile per il recupero idrosalino dopo l’attività sportiva perché l’etanolo ritarda il recupero metabolico.

Disclaimer: Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non costituisce diagnosi né trattamento e non sostituisce il consulto con un medico o altro professionista sanitario qualificato.

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