FEDERICA CANDIDO - BIOLOGO NUTRIZIONISTA GENOVA CENTRO - RAPALLO E LA SPEZIA

Dieta per l’ovaio policistico

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La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è una endocrinopatia che colpisce il 5-10% delle donne, insorge nell’adolescenza ed è considerata l’alterazione endocrina più comune in età fertile.

L’eziologia non è ancora stata definita con precisione, ma sicuramente si tratta di un disordine con influenze multifattoriali come la genetica, fattori ambientali, stili di vita.

Per fare diagnosi di PCOS, secondo la convenzione di Rotterdam (2003), ci deve essere la presenza di almeno due dei seguenti criteri:

  • oligo-ovulazioni o anovulazioni;
  • iperandrogenismo;
  • cisti ovariche.

I sintomi e le conseguenze possono essere: amenorrea, infertilità, acne, irsutimo, alopecia, disordini metabolici e patologie cardiovascolari, problematiche legate a fegato e colecisti, obesità, disordini ormonali, disordini dell’umore, ridotta densità minerale ossea.

La PCOS è spesso associata ad adiposità addominale, insulino-resistenza, obesità nel 50-80% dei casi e a disordini metabolici.

Tutte queste condizioni sono fattori di rischio per insorgenza di patologie cardiovascolari, diabete mellito di tipo 2 e negative per quanto riguarda la fertilità.

Risulta chiaro come la terapia migliore non sia solo quella farmacologica, ma che la prima modifica da attuare sia allo stile di vita!

Prima di tutto occorre tendere ad un BMI (indice di massa corporea) < 24.9, cioè raggiungere la condizione di normopeso: una perdita di peso anche minima (5-10%) è già considerata clinicamente significativa perché è in grado di ridurre il grasso viscerale e totale, ripristinare l’ovulazione, ristabilire la normale ciclicità mestruale, migliorare il tasso di fertilità, ridurre i livelli di androgeni e di insulina. Come sempre, l’ottimizzazione dei risultati si ottiene praticando una regolare attività fisica:

  • attività aerobica a moderata intensità (per esempio una camminata veloce) almeno 30 minuti per 5 volte a settimana;

oppure

  • attività aerobica piú intensa, come la corsa, 3 volte a settimana;
  • sedute di pesistica negli altri giorni.

Per quanto riguarda la TERAPIA NUTRIZIONALE, alcune evidenze mostrano come una dieta a basso contenuto di carboidrati (low carb) abbia permesso un calo ponderale piú rapido rispetto ad una dieta ipocalorica classica, ma poi questa perdita di peso non è stata mantenuta oltre 1-3 anni.

Ci sono evidenze emergenti, ma ancora da approfondire, che correlano l’utilizzo di una dieta chetogenica ad un miglioramento della condizione generale delle donne affette da PCOS.

In generale, una dieta ipocalorica sul modello mediterraneo che garantisca una riduzione del 5-10% del peso porta ad un miglioramento dei parametri metabolici tipici dei pazienti con PCOS.

Inoltre è necessario che il piano dietetico preveda:

  • il consumo di carboidrati a basso carico glicemico;
  • una distribuzione e un timing preciso dei pasti con la colazione abbondante e la cena leggera;
  • la presenza di pasti misti con presenza di tutti i macronutrienti (utile a questo scopo è comporre il famoso piatto unico)
  • un elevato apporto di fibra e un basso apporto di grassi saturi
  • un miglior rapporto omega 3: omega 6

ESEMPIO DI MENU GIORNALIERO

COLAZIONE:

  • una tazza di infuso o tisana o caffè (senza zucchero) con:
  • pane a lievitazione naturale tostato con un uovo sodo oppure con crema di  mandorle al 100% con  un velo di cannella

oppure

  • Yogurt greco con frutta secca (mandorle, noci di macadamia) e frutta disidratata (fichi, datteri)

SPUNTINO:

  • Un frutto fresco di stagione con un quadratino di cioccolato fondente (> 80%)

Oppure

  • Pane tostato con un cubetto di parmigiano reggiano

PRANZO:

  • Piatto unico con fusilli di grano saraceno, ceci neri e cavolo rosso, un poco di ricotta
  • Piatto unico con pasta di farro condita con un sugo di pesce e broccoli

MERENDA:

  • Un frutto fresco di stagione con frutta secca (anacardi, pinoli)

Oppure

  • Pane tostato con crema di nocciole al 100%

CENA:

  • Vellutata di verdure con crostini integrali, seguita da alici al limone e rucola.

Oppure

  • bocconcini di pollo al curry con contorno di fagiolini e patate bollite (lasciatele raffreddare prima di consumarle).

P.S: si consiglia la cottura al dente della pasta, di scegliere cereali integrali e di condire con olio extra vergine di oliva, aceto di mele.

 

Fonti:

  • “La rivista di Nutrizione Pratica” congresso Nutrimi 2020

 

Fusilli di grano saraceno con ceci neri della Murgia, cavolo rosso e ricotta di capra

 

 

 

 

 

 

Disclaimer: Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non costituisce diagnosi né trattamento e non sostituisce il consulto con un medico o altro professionista sanitario qualificato.

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