Le nuove linee guida per una sana alimentazione del CREA ci indicano, a proposito del sale, che consumarne MENO, è MEGLIO!!!!
Ogni grammo di sale contiene circa 0.4 gr di sodio che è il responsabile sia del sapore sia degli effetti sulla salute del sale comune (cloruro di sodio). Il sodio contenuto naturalmente negli alimenti, è sufficiente a coprire la quantità di cui il nostro organismo ha bisogno. Per questo motivo non c’è alcuna necessità di aggiungere sale ai cibi!!!
In realtà, la maggior parte della popolazione italiana, consuma una quantità di sale (circa 9 grammi al giorno) molto superiore rispetto a quella raccomandata che è di 5 gr al giorno. Addirittura negli anziani, il quantitativo di sale non dovrebbe superare i 4 gr al giorno e nei lattanti non va aggiunto sale ai cibi per arrivare ad una minima quantità (2 gr al giorno) ad un anno di età.
E’ dimostrato che un consumo abbondante di sale favorisce l’ipertensione, che è un fattore di rischio per molte malattie cardiache, dei vasi sanguigni e dei reni e stimola le perdite di calcio con le urine, favorendo l’osteoporosi.
Le principali fonti di sale nella nostra alimentazione sono:
- Il sale aggiunto a tavola (per esempio nell’insalata) o mentre si cucina: rappresenta il 35% della quota totale;
- Il sale contenuto negli alimenti trasformati e/o conservat,i industriali e artigianali, come il pane e i prodotti da forno (crackers, grissini, biscotti, merendine, cereali da colazione): rappresenta ben il 50% del totale;
- Il sodio contenuto naturalmente negli alimenti come frutta, verdura, carne, pesce: rappresenta il 15% del totale.
Quindi la maggior parte del sale che assumiamo proviene da quello che aggiungiamo a tavola e in cucina e dai prodotti trasformati sia artigianali sia industriali, in particolare pane, salumi, formaggi.
Occorre fare attenzione anche ad altri condimenti utilizzati in alternativa al sale perché ricchi di sodio: dado da brodo, ketchup, salsa di soia, gomasio (semi di sesamo tostati con l’aggiunta di sale).
Gli odori (aglio, cipolla, sedano, porro), le spezie (pepe nero, noce moscata, chiodi di garofano, cannella, cardamomo, zenzero, coriandolo, curcuma ect) e le erbe aromatiche (prezzemolo, basilico, rosmarino, menta, timo, salvia, origano maggiorana ect) rappresentano, invece, un’ottima alternativa sia al sale sia agli altri condimenti perché permettono di rendere i cibi piú appetitosi senza dover ricorrere al sale. Anche l’aceto e il succo di limone sono degli ottimi esaltatori di sapidità senza avere controindicazioni!
Impegniamoci, dunque, a ridurre il consumo di sale giornaliero con alcune semplici accortezze:
- Saliamo meno la pasta: è sufficiente un cucchiaino di sale per ogni litro di acqua;
- non aggiungiamo sale nell’insalata, sulle pietanze come carne e pesce;
- limitiamo l’uso di condimenti contenenti comunque sale come dado da brodo, ketchup, salsa di soia, senape;
- utilizziamo erbe aromatiche, spezie, odori, succo di limone, aceto per esaltare il sapore dei cibi;
- quando possibile, scegliamo le linee di prodotti a basso contenuto di sale (per es. il pane senza sale);
- togliamo la saliera dalla tavola;
- consumiamo solo occasionalmente alimenti trasformati ricchi di sale (snack salati, patatine, salumi, olive da tavola) e non eccediamo con il consumo di formaggi soprattutto se ricchi di sale;
- impariamo a leggere l’etichetta dei prodotti confezionati;
- quando usiamo il sale, scegliamo quello iodato (arricchito di iodio per coprire il fabbisogno di iodio di cui spesso i livelli di assunzione sono insufficienti).
CURIOSITA’
Sono comparsi in commercio sali come il sale blu di Persia, il sale rosa dell’Himalaya, il sale nero di Cipro il cui colore deriva dai residui minerali tipici delle loro aree di estrazione. La presenza di queste tracce di minerali è rilevante solo al fine del colore ma NON li rende piú salutari!!
La scelta migliore è quella che ricade sul sale iodato che non deve essere confuso con il sale marino o con il sale integrale o altri sali perché il loro contenuto di iodio è trascurabile.
Ricordiamoci che la necessità di aumentare il consumo di iodio, non deve comunque essere tradotta in un’aumentata assunzione di sale ma vale la raccomandazione: MENO SALE, MA IODATO.