FEDERICA CANDIDO - BIOLOGO NUTRIZIONISTA GENOVA CENTRO - RAPALLO E LA SPEZIA

Intolleranza al lattosio: ecco cosa mangiare per alleviare i sintomi

L’intolleranza al lattosio è una condizione legata alla difficoltà di digerire questo zucchero, con sintomi come gonfiore, diarrea e dolori addominali dopo il consumo di latticini. In questo articolo scoprirai quali sono i segnali più comuni, cosa mangiare e come gestire l’alimentazione in modo equilibrato. Non è sempre necessario eliminare completamente il lattosio: la tolleranza varia da persona a persona e una corretta strategia alimentare può aiutare a ridurre i sintomi mantenendo una dieta varia e completa. Una guida utile per capire come comportarsi e migliorare il proprio benessere partendo dall’alimentazione.

Tabella dei Contenuti

A differenza delle allergie alimentari, le intolleranze alimentari non coinvolgono il sistema immunitario e i sintomi  possono comparire anche a distanza di ore, in casi rari anche dopo alcuni giorni rendendo più difficile metterli in relazione con il cibo responsabile.

L’intolleranza lattosio è attualmente riconosciuta come unica intolleranza alimentare dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ed è causata dalla mancanza dell’enzima LATTASI, una beta-galattosidasi che scinde il lattosio in glucosio e galattosio. In  sua assenza l’organismo non è in grado di digerire il lattosio e di conseguenza, nelle persone intolleranti esso arriva nel colon dove viene fermentato dalla flora batterica intestinale con conseguente produzione di gas ( idrogeno, metano, anidride carbonica) e richiamo di acqua che provoca diarrea.

Tipologie di intolleranza al lattosio

Ci sono tre tipi principali di intolleranza al lattosio:

  • mancanza, fin dalla nascita, dell’enzima lattasi che, normalmente, compare quando il bambino beve il latte la prima volta. Il neonato dovrà, quindi, essere nutrito con latte artificiale senza lattosio. Si tratta di un’evenienza molto rara e non è da confondere con l’allergia alle proteine del latte vaccino, più frequente durante i primi mesi di vita del bambino
  • intolleranza al lattosio nell’età prescolare-scolare, dovuta ad una progressiva riduzione dell’attività dell’enzima lattasi. Si tratta di un processo fisiologico che si verifica a partire dallo svezzamento che, in alcune persone, puó portare alla scomparsa dell’enzima nell’età adulta. È la più comune forma di intolleranza al lattosio
  • intolleranza al lattosio di tipo transitorio, si può manifestare a causa di una diarrea acuta causata da un’infezione e, di solito, questo tipo di intolleranza regredisce in 3-4 mesi.

In quali alimenti è presente il lattosio?

Il lattosio non è contenuto solo nel latte e nei suoi derivati ma anche in molti altri prodotti in cui il latte è presente come ingrediente e il lattosio come additivo per ammorbidire o aggiungere gusto, oppure come conservante:

  • pane e altri prodotti da forno, merendine, biscotti
  • creme, margarina, condimenti per insalate
  • minestre precotte
  • preparati a base di carne e insaccati
  • bevande per la prima colazione
  • corn-flakes, caramelle e altri snack
  • polvere di lattosio presente in alcuni farmaci
  • siero di latte in polvere come fonte proteica negli integratori per gli sportivi

Intolleranza al lattosio, sintomi

I sintomi piú comuni dell’intolleranza al lattosio provocati dall’intolleranza al lattosio sono:

  • presenza di gas nello stomaco o nell’intestino (flatulenza)
  • gonfiore addominale
  • pancia che brontola (borborigmi)
  • dolori addominali
  • diarrea.

La loro gravità dipende sia dalla quantità di lattosio ingerito che dalla gravità del difetto enzimatico: alcune persone non riescono a tollerare nemmeno la quantità utilizzata per macchiare il caffè, altre potrebbero bere tranquillamente un bicchiere intero di latte senza avere problemi.

La terapia per l’intolleranza al lattosio consiste semplicemente in una riduzione o in un’eliminazione del lattosio dalla dieta, anche se, una dieta rigorosamente senza lattosio, non è sempre necessaria perché alcuni soggetti possono tollerare piccole quantità di lattosio senza avere sintomi. (Questa quantità si ritiene possa corrispondere a 12 g di lattosio, l’equivalente di 250 ml di latte).

Inoltre, alcuni formaggi (ad esempio: taleggio, gorgonzola, fontina, provolone, pecorino, parmigiano reggiano, grana padano, formaggio svizzero) possono essere consumati con moderazione  o perché ricchi di batteri lattici o perché sottoposti a prolungata stagionatura (maggiore è la stagionatura, minore, o addirittura assente, è il quantitativo di lattosio).I fermenti e i batteri presenti scindono il lattosio in glucosio e galattosio rendendolo digeribile.

Anche lo yogurt, contenendo batteri che digeriscono parzialmente il lattosio, è un alimento che può essere consumato in quantità moderata anche dalle persone con intolleranza (i batteri che operano la fermentazione possono digerire fino al 50% del lattosio contenuto nel latte di partenza).

E’ ormai molto facile trovare in commercio il latte e i suoi derivati con il lattosio già scisso in glucosio e galattosio (delattosati o anche latte ad alta digeribilità). Il loro sapore è leggermente più dolce, rispetto al latte normale, ed è dovuto all’azione degli enzimi che scindono il lattosio in galattosio e glucosio, che porta a percepire maggiormente il gusto dolce. Il quantitativo di zuccheri totali, però, rimane identico!

Ricordo che in assenza di una accertata intolleranza al lattosio, non ha nessun razionale consumare cibi senza lattosio nella convinzione che siano piú sani o piú leggeri!!!

Oltre ad essere inutilmente costoso in termini economici, può far diminuire, a lungo andare, la produzione dell’enzima lattasi, aggravando forme leggere di intolleranza già presenti o, peggio, inducendo un certo livello di intolleranza in chi non l’ha mai avuta. Infatti, è proprio il lattosio presente negli alimenti, a stimolare la produzione della lattasi!!!

E ’stato riportato, in letteratura scientifica, che l’assunzione regolare di alimenti contenti anche piccole quantità di lattosio, possa migliorarne la tolleranza attraverso l’adattamento della flora batterica intestinale.

Come alternativa la latte e ai suoi derivati delattosati, ci sono le bevande e gli yogurt vegetali a base di soia che hanno un quantitativo di proteine pressoché identico al latte e agli yogurt vaccini. Quando si acquistano questi prodotti occorre verificare in etichetta che non siano presenti zuccheri aggiunti, il mio consiglio è quello di optare per le versioni “al naturale”.

Al contrario, le bevande di avena, riso, mandorla, hanno un contenuto di proteine inferiore rispetto al latte vaccino e quindi possono certamente essere consumate a colazione ma abbinate ad una fonte proteica, come frutta secca in guscio, yogurt e formaggi magri delattosati.

Per il pranzo e la cena si possono consumare formaggi delattosati freschi e magri (per esempio ricotta, crescenza, mozzarella) da 1 a 3 volte a settimana, mentre i formaggi stagionati (di cui la porzione non dovrebbe superare i 50 gr), sono da consumare 1 volta settimana perché hanno un maggior contenuto di sale e di grassi saturi.

Come si fa la diagnosi di intolleranza al lattosio?

Il test piú diffuso è il BREATH TEST un esame semplice e non invasivo che misura l’idrogeno nel respiro prima e dopo aver bevuto una bevanda al lattosio.

Si basa su questo principio: se l’enzima lattasi funziona normalmente, il lattosio è scisso in glucosio e galattosio ed è assorbito rapidamente a livello gastrointestinale senza che ci sia una significativa produzione di gas, in particolare idrogeno. Al contrario, se il lattosio non viene metabolizzato perché la lattasi è assente, o non funzionante, la produzione di idrogeno risulterà elevata perché i batteri presenti nel colon ne produrranno più del normale avendo a disposizione più lattosio.
L’idrogeno prodotto sarà successivamente assorbito nel sangue e una parte di esso sarà eliminata dai polmoni attraverso la respirazione.

Se dopo aver consumato la bevanda al lattosio il respiro contiene più di 20 parti per milione (ppm) di idrogeno, sia ha un’intolleranza al lattosio.

Menu per intolleranza al lattosio: ecco cosa mangiare se si è intolleranti al lattosio

COLAZIONE: una tazza di bevanda di soia o di latte ad alta digeribilità (delattosato) con cereali integrali soffiati, un frutto fresco

PRANZO: pasta integrale condita con ricotta senza lattosio e accompagnata da melanzane e zucchine. Un frutto fresco

CENA: filetto di branzino con patate al forno, olive taggiasche e pomodorini. Un frutto fresco

Se sospetti di avere un’intolleranza al lattosio o hai già eliminato alcuni alimenti senza ottenere benefici, evitare il fai-da-te è fondamentale.

Ogni persona ha una tolleranza diversa e togliere il lattosio senza una guida può portare a squilibri nutrizionali o scelte poco efficaci.

Rivolgerti a una professionista della nutrizione ti permette di avere una valutazione accurata, capire davvero come reagisce il tuo corpo e costruire un piano alimentare equilibrato, senza rinunce inutili.

Se vuoi fare chiarezza e tornare a stare bene con quello che mangi, il momento giusto per iniziare è adesso, contattami, io sono Federica Candido, biologa nutrizionista a Rapallo.

 

FONTI:

www.issalute.it

www.smartfood.ieo.it

www.sapermangiare.mobi

 

Disclaimer: Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non costituisce diagnosi né trattamento e non sostituisce il consulto con un medico o altro professionista sanitario qualificato.

Tabella dei Contenuti